domenica, febbraio 14, 2016

Cos’è un dato personale Il Documento dei Garanti UE

A leggere la normativa, sembra abbastanza chiaro: dato personale è qualunque informazione direttamente od indirettamente associabile ad una ben precisa persona fisica o giuridica.
Anche un numero seriale?
 Certamente. Anche un’immagine?
Sicuro. Anche un suono?
Assolutamente sì. In effetti, sono potenzialmente infiniti i beni della vita, gli oggetti, i files che potrebbero rientrare nella nozione di dato personale. Mentre resterebbero fuori soltanto le informazioni anonime (visto che anche i dati pubblici, possono comunque essere dei dati personali, assoggettabili, pertanto, alla relativa disciplina).
Ma anche qui, se è possibile, associandoli ad altri dati, individuare un soggetto ben preciso, allora ci troviamo di fronte a dati personali (pensiamo a targhe, insegne, pin, password, pseudonimi, nickname, etc.).
A fugare i residui dubbi degli scettici (in Italia quanto mai numerosi, specie se devono applicare norme di legge) è intervenuto un recente documento dei Garanti dell’Unione Europea che ha incluso all’interno della categoria dei dati personali anche i filmati dei writers, i disegni dei bambini, i filmati delle videocamere di sorveglianza, purchè sa essi si traggano informazioni riconducibili ad un interessato. «Qualsiasi informazione» spiega un comunicato del Garante, «significa, ad esempio, che le istruzioni impartite dal cliente alla propria banca e registrate su nastro sono un dato personale». Ma allora, logica conseguenza di ciò dovrebbe essere il riconoscimento della responsabilità delle banche nei fenomeni di furti di identità digitale tramite phishing.

Uno dirà, e che c’azzecca? L’art. 31 del codice privacy (D.Lgs. n. 196/2003) prescrive a tutti i titolari di trattamenti di dati (e pertanto anche alle banche che registrano le informazioni relative ai propri correntisti al fine di attivare servizi di home banking) deve custodire e proteggere i dati tramite tecniche che siano adeguate alla luce del progresso tecnico.
 Sinceramente non crediamo che una password ed un used ID siano strumenti estremamente progrediti rispetto ad altre misure di sicurezza quali firme digitali, badge abbinati a hardware esterni, password biometriche, etc., tecniche ormai adeguatamente studiate, sperimentate ed impiegate da diversi anni in diversi ambiti.
Perché continuare a proteggere i dati degli utenti tramite strumenti (password ed userID) che hanno ormai fatto il loro tempo e che, alla luce della normativa vigente, non dovrebbero essere più utilizzati quali sistemi di protezione per evitare accessi abusivi o non autorizzati ai dati degli utenti-correntisti. comunicato del Garante

giovedì, dicembre 24, 2015

archivi password manager cifrate

Gli archivi di tutti i password manager che si rispettino sono cifrati.

Devono esserlo. 

Anche se non siete propriamente dei tecnici dell’informatica, vogliamo spiegarvi perché è così importante. Poniamo il caso di un archivio protetto sì da una password (quindi teoricamente inaccessibile a chi non è autorizzato) ma non cifrato.

La master password in questo caso serve solo per far capire al programma se l’utente abbia o meno il diritto di conoscere le password salvate: un malintenzionato che abbia accesso al vostro PC può comunque individuare il file in questione e cercare di “leggerlo” in qualche modo, utilizzando per esempio un editor esadecimale (in grado di mostrare il contenuto dei file byte per byte: ad esempio l’ottimo PSPad, scaricabile gratuitamente dal sito www.pspad.com).
Gli basta capire come sono memorizzati i dati (semplice testo, o qualche particolare codifica facilmente ricostruibile da un esperto) e il gioco è fatto: potrà accedere a tutte le informazioni contenute nel file.
Quando un archivio è cifrato, invece, la master password non serve solo al programma per riconoscere gli utenti autorizzati ad accedervi: funge anche da chiave di cifratura, ovvero viene utilizzata per codificare il contenuto dell’archivio, in modo reversibile (cioè in modo che, fornendo la giusta password, si possa eseguire la decodifica e rigenerare i dati originari).
Una chiave di cifratura è come un filtro colorato applicato davanti all’obiettivo di una macchina fotografica, che rende impossibile capire (ad occhio nudo) quali siano i reali colori di una fotografia.
O un po’come l’”alfabeto farfallino” che tutti abbiamo usato da bambini: le parole vengono rese incomprensibili aggiungendo delle sillabe al loro interno, e per capire ciò che si sta dicendo bisogna decifrare il tutto eliminando le sillabe in eccesso.
Naturalmente gli algoritmi di cifratura sono un po’ più complessi dell’alfabeto farfallino (ci mancherebbe!), e la loro sicurezza può raggiungere livelli così elevati da renderne praticamente impossibile la forzatura.

Anche il più esperto di informatica, pur dotato di un’immensa capacità di calcolo può pochissimo, di fronte ad un file cifrato con un algoritmo sufficientemente robusto.
Sigle come DES, AES, Blowfish e altri nomi simili, che potete incontrare nella descrizione delle caratteristiche dei password manager, sono semplicemente gli algoritmi di cifratura utilizzate dai programmi, ovvero le tecniche utilizzate per mascherare i vostri dati e renderli così inaccessibili agli occhi indiscreti del curioso di turno.

giovedì, agosto 20, 2015

Come creare un'app gratis

Oggi parliamo di smartphone, più precisamente di come realizzare un'app per smartphonein maniera semplice, rapida, ma soprattutto gratuita.

Ci sono alcuni programmi che permettono di creare un'app in maniera semplice e senza conoscere nulla di programmazione, ma quasi tutti in lingua inglese. Quelli interamente in italiano invece,sono davvero pochi. Uno di questi è Pronto App Facile, un programma che permette di creare app per qualsiasi esigenza attraverso un pannello di controllo davvero semplice ed intuitivo interamente in italiano.

Il primo passo per realizzare un'app gratuitamente con Pronto App Facile è ovviamente registrarsi attraverso questo link.

creare pagine App
Una volta dentro, avremo davanti la nostra interfaccia grafica che ci permetterà di iniziare a lavorare sulla nostra app.

Basterà dare il via al nostro progetto semplicemente cliccando su "+" ed inserendo il nome della nostra app.

Nella prima schermata dovremo scegliere il template tra gli oltre 20 a disposizione. Ce n'è per tutti i gusti: Bar, Ristoranti, B&B, Centri estetici, Squadre sportive, Aziende, Negozi, Musicisti, Bands e tanto altro ancora.
Sono tutti template che potremo personalizzare con pochi semplici clicks ed adattare ad ogni nostra esigenza.
 Una volta selezionato il nostro template, potremo andare a scegliere il tipo di icone che serviranno per navigare nella nostra app, lo sfondo (se non avete uno sfondo da mettere, potrete liberamente sceglierne uno tra quelli offerti dal portale drogbaster), la lingua ed il font.

 A questo punto siamo pronti per il secondo passo, ovvero, quello in cui dovremo andare a scegliere i colori che avrà la nostra app.

Potremo impostare il colore di ogni pagina ed ogni sezione della nostra applicazione: header, footer, testi, sfondo delle pagine ecc.

 Fatto questo, dovremo passare al terzo e più importante step della realizzazionedella nostra app: i contenuti. "Content is King" recitava Bill Gates nel 1996.
Un'affermazione valida ora forse ancor più di allora. Perchè è proprio per via dei contenuti che gli utenti decideranno se, o se non, scaricare la nostra app.

 Ed è qui che Pronto App Facile tira fuori il suo miglior lato.

 E' completo di tutto. Potremo andare ad inserire un blog per scrivere notizie o consigli o qualsiasi cosa ci viene in mente oppure semplicemente una bacheca, per tenere aggiornati gli utenti, proprio come quella di Facebook.
Potremo creare un catalogo, se abbiamo prodotti da mostrare, un menù se abbiamo un ristorante.
Una tessera fedeltà per fidelizzare i nostri clienti e magari un coupon sconto per farli risparmiare.


  Vogliamo creare un negozio online?


app gratisNessun problema, basterà aggiungerlo al menù ed iniziare ad inserire i nostri prodotti, accettando pagamenti via Paypal.
Non mancano sicuramente i moduli contatti, e prenotazoni. Potremo inserire un modulo per inviare messaggi tramite la nostra app ai nostri utenti o per inviargli notifiche Push.

Per i più esperti è possibile creare sezioni nelle qualisi potrà inserire codice HTML personalizzato.

Ma non è finita quì! 

Potremo aggiungere Gallerie di immagini, video, tracce audio e addirittura la Radio.Il limite è solo la fantasia!
Quando abbiamo inserito tutti i nostri contenuti, sarà sufficiente andare al passo sucessivo per caricare l'icona che verrà mostrata sullo smartphone dei nostri utenti e gli sfondi della schermata iniziale. Fatto questo, siamo veramente in dirittura d'arrivo.

 La schermata numero 5 è quella in cui dovremo inserire i dati perla pubblicazione della nostra app su Google Play ed App Store, ovvero: nome dell'app, descrizione, alcune parole chiave utili per rendere la nostra app facilmente reperibile negli store, le categorie e potremo scegliere se inserire i banner pubblicitari AdMob.

giovedì, maggio 07, 2015

Quale masterizzatore scegliere

La scelta tra IDE o SCSI va fatta in base all’utilizzo che intendete fare del vostro masterizzatore.


DOVREBBERO SCEGLIERE UN MASTERIZZATORE IDE 

…tutti coloro che devono salvare su supporto ottico dati, musica o video non a scopo professionale. Se il vostro intento è quello di fare un backup dei vostri lavori, raccogliere in CDAudio gli MP3
scaricati dalla rete, fare copie di sicurezza dei vostri CD più utilizzati e riversare sul supporto ottico i filmati delle vacanze, un masterizzatore IDE farà al caso vostro.
 I modelli IDE possono teoricamente svolgere tutti i compiti a cui assolvono i modelli SCSI, ma la loro velocità ed affidabilità è inferiore a quella dei cugini, soprattutto se intendete utilizzare il PC mentre la scrittura dei CD-ROM è in corso.
Il Bus IDE, infatti, è condiviso anche dagli hard disk e dagli eventuali CD-DVD ROM già presenti nella vostra macchina, il che può portare a situazioni di “buffer underrun”, l’anticamera di un CD vergine da buttare. I vantaggi del Bus IDE stanno principalmente nella sua economicità (non avrete bisogno di altro hardware oltre al masterizzatore vero e proprio) e il suo ampissimo supporto software. La larga diffusione di questi modelli fa si che i più importanti software di masterizzazione li supportino senza problemi.

DOVREBBERO RIVOLGERSI ALL’INTERFACCIA SCSI 

…tutti gli utenti che hanno intenzione di masterizzare CD in grande quantità. I masterizzatori SCSI sono, a parità di velocità dichiarate in fase di scrittura e riscrittura, più veloci dei modelli IDE, per il semplice motivo che ricevono anche i dati più rapidamente. Inoltre, il protocollo di comunicazione SCSI ha una architettura “non condivisa” che permette quindi di utilizzare (moderatamente) gli hard disk anche mentre si sta masterizzando, senza gravi rischi di bruciare il CD vergine. Il Bus SCSI ha poi delle funzioni per la correzione degli errori assenti nell’interfaccia IDE e permette il collegamento di 6 periferiche contro le 4 consentite dalla soluzione concorrente. Il suo unico svantaggio sta nel prezzo, dato che al costo della unità CDR SCSI (mediamente più alto di quello dei modelli IDE) va aggiunto anche quello della scheda controller, spesso superiore alle 50 Euro.

Inutile dire che nei PC già dotati di interfaccia e disco fisso SCSI la scelta di un masterizzatore dello stesso tipo è invece da darsi

Masterizzare i VCD con Nero

domenica, marzo 15, 2015

Password non memorizzata

Durante la navigazione Internet viene richiesta la password e, se si spunta la casella “salva password”, alla successiva connessione il problema si ripresenta...

Vediamo come risolvere il problema.


Per risolvere il problema puoi provare a disinstallare e reinstallare l’Accesso Remoto. Tieni presente però che la procedura può comportare la perdita delle impostazioni per la connessione a Internet: prima di eseguire la procedura riportata, accertati di avere i dati necessari a riconfigurarle, come, per esempio, il tuo nome utente e la parola chiave.
Per disinstallare e reinstallare l’Accesso Remoto basta portarsi nel Pannello di Controllo di Windows e selezionare la voce “Installazione Applicazioni/Installazione di Windows”. Si aprirà una finestra; nella stessa, seleziona la voce “Comunicazioni” e fai doppio clic: nella nuova finestra che apparirà spunta le voci “Accesso Remoto” e “Server di Accesso Remoto”.

In caso fossero già selezionate, deselezionale e riavvia il sistema. Dopo che il sistema si sarà riavviato ripeti la procedura, mettendo però il segno di spunta a fianco delle voci sopra indicate e riavvia nuovamente la macchina. Troverai l’opzione “Salva Password” attiva.
Se questa operazione non dovesse dare i risultati sperati, assicurati che il Client per Reti Microsoft sia correttamente installato. Per verificarlo, accedi al “Pannello di Controllo” e da qui attiva il programma di gestione della Rete. Nella finestra che si aprirà potrai vedere l’elenco delle componenti installate. Nel caso in cui il Client per Reti Microsoft non compaia nell’elenco, aggiungilo per mezzo del pulsante “Aggiungi” che puoi trovare sotto l’elenco stesso.

Una volta premuto il pulsante, si aprirà una finestra che ti richiederà di specificare la componente da installare. Nell’elenco di questa nuova finestra vedrai un elemento denominato “Client”. Selezionalo e premi il nuovo pulsante “Aggiungi” presente su questa seconda finestra. Si aprirà, dopo qualche istante, una nuova (terza) finestra con due elenchi. In quello di sinistra seleziona Microsoft. Fatto ciò, in quello di destra compariranno le componenti Microsoft installabili.
Seleziona “Client per Reti Microsoft” e premi il pulsante “OK” in basso. Chiudi tutte le finestre che sono state aperte. Attenzione, è probabile che ti venga richiesto di riavviare Windows; provvedi, quindi, a chiudere tutti i documenti aperti prima di effettuare questa operazione per evitare inutili perdite di dati.

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